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Interviste ai clienti: le domande che fanno emergere il problema vero

Chiedere «compreresti?» produce cortesia. Chiedere «l'ultima volta che ti è successo, cosa hai fatto?» produce verità. La differenza vale mesi di sviluppo.

Fumetti di conversazione dorati collegati da una rete neurale su fondo nero

// in breve

  • ·Le domande sul futuro raccolgono opinioni; quelle sul passato raccolgono fatti.
  • ·Venti conversazioni fatte bene bastano per chiudere il nodo Problema.
  • ·Il segnale forte non è l'entusiasmo: è una soluzione improvvisata già in uso.
  • ·Se nessuno ha mai speso tempo o denaro per risolverlo, il problema non fa abbastanza male.

Perché il questionario ti mente

Un modulo online restituisce numeri e i numeri rassicurano, ma quel che misuri è la disponibilità delle persone a immaginare uno scenario. Nessuno viene punito per aver risposto «sì, lo userei» a una cosa che non esiste.

La conversazione, invece, permette di seguire il filo: quando è successo, cosa hai fatto, quanto tempo ci hai perso, chi ha deciso, quanto avete pagato. Sono domande a cui si risponde con la memoria, non con l'immaginazione.

Le otto domande che funzionano quasi sempre

Non sono uno script da recitare, ma una traccia. L'obiettivo è arrivare a un episodio concreto e scavarlo fino in fondo.

  • Raccontami l'ultima volta che ti è capitato.
  • Cosa hai fatto in quel momento, passo per passo?
  • Quanto tempo ci hai perso? E quante volte succede?
  • Chi altro è stato coinvolto nella decisione?
  • Cosa hai provato prima di arrivare a questa soluzione?
  • Quanto ti è costato, in denaro o in ore?
  • Cosa ti impedisce oggi di risolverlo del tutto?
  • Se sparisse domani, cosa cambierebbe nella tua settimana?

I segnali che il problema è reale

Cerca le prove che qualcuno si è già mosso. Un foglio di calcolo tenuto a mano, un dipendente dedicato a un compito assurdo, un abbonamento a uno strumento usato male: sono tutte confessioni di dolore. Chi ha già improvvisato una soluzione è disposto a comprarne una migliore.

Al contrario, «sarebbe interessante» è la frase che precede il silenzio. Quando la senti, chiedi cosa hanno fatto finora: se la risposta è «niente», hai la tua risposta.

Cosa farne dopo

Dopo venti conversazioni non ti serve un report: ti servono tre frasi ripetute da persone diverse. Quelle frasi diventano la tua Promessa, cioè il nodo successivo della Sequenza, e spesso diventano anche il testo del sito e del pitch, parola per parola.

Domande frequenti

Quante interviste servono?

Intorno alla ventesima conversazione con lo stesso profilo iniziano a ripetersi le stesse frasi: quello è il segnale che puoi passare oltre.

Posso intervistare amici e conoscenti?

Solo se hanno davvero il problema. La rete personale è utile per arrivare alle persone giuste, non per sostituirle.

Meglio in videochiamata o di persona?

Conta molto di più la qualità delle domande del canale. In videochiamata registri più facilmente, di persona vedi il contesto in cui il problema nasce.

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Il metodo completo

Questo articolo è un estratto del percorso descritto in «La Bibbia dello Startupper».

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