In sintesi
Per essere qualificata come startup innovativa una società deve rispettare requisiti cumulativi su forma giuridica, sede, anzianità, oggetto sociale, distribuzione degli utili e almeno uno tra tre indicatori alternativi di innovazione: spesa in ricerca e sviluppo, personale qualificato o titolarità di proprietà intellettuale. Basta perdere anche uno solo di questi requisiti per uscire dalla qualifica.
I requisiti per la qualifica di startup innovativa non sono un elenco generico di buone intenzioni, ma condizioni puntuali che la società deve rispettare in modo continuativo, non solo al momento dell'iscrizione. Capire nel dettaglio ciascun requisito aiuta a evitare due errori speculari: iscriversi senza averne davvero titolo, oppure rinunciare per errore a un'opportunità a cui si avrebbe diritto.
I requisiti si dividono in due gruppi: quelli oggettivi e vincolanti per tutte le società, e i tre indicatori di innovazione tra cui basta soddisfarne almeno uno. Questa architettura a doppio livello permette a modelli di business molto diversi tra loro, dal software all'hardware, di accedere allo stesso status con percorsi di dimostrazione differenti.
Ogni startup innovativa deve essere una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, con sede principale in Italia o in un Paese dello Spazio economico europeo purché con una sede produttiva o una filiale sul territorio nazionale. Le azioni o quote non devono essere quotate su un mercato regolamentato, condizione che riflette la natura di impresa in fase iniziale.
La società non deve essere il risultato di una fusione, scissione societaria o cessione di azienda o ramo d'azienda, salvo eccezioni specificamente previste dalla normativa: l'obiettivo è riservare la qualifica a iniziative realmente nuove, non a riorganizzazioni di attività preesistenti.
Un ulteriore requisito riguarda la distribuzione degli utili: la società non deve distribuire utili, ma reinvestirli nell'attività, coerentemente con la logica di crescita tipica di una fase di startup in cui la propulsione finanziaria va indirizzata allo sviluppo, non alla remunerazione dei soci.
Un requisito temporale limita la qualifica alle società costituite entro un certo numero di anni dalla richiesta di iscrizione. Superato tale limite, la società non può più mantenere lo status, indipendentemente dal fatto che continui a soddisfare gli altri requisiti, e in genere transita, se ne ha le caratteristiche, verso la qualifica di PMI innovativa.
Questo vincolo temporale è pensato per concentrare le agevolazioni sulla fase più rischiosa e delicata della vita di un'impresa innovativa, quella in cui il prodotto è ancora in fase di validazione sul mercato e la struttura finanziaria è più fragile.
La normativa fissa un tetto massimo di valore della produzione annua, oltre il quale la società non può più qualificarsi come startup innovativa. Questo limite non impedisce la crescita, ma segnala il momento in cui l'impresa dovrebbe valutare il passaggio verso lo status di PMI innovativa, se ne possiede i requisiti dimensionali.
Oltre ai requisiti oggettivi, la società deve soddisfare almeno uno dei tre indicatori alternativi previsti dalla legge: una spesa in ricerca e sviluppo pari a una quota significativa del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione, l'impiego di personale altamente qualificato in una proporzione rilevante della forza lavoro complessiva, oppure la titolarità, il deposito o la licenza di un brevetto industriale o di un software originario registrato.
Non è necessario soddisfare tutti e tre gli indicatori: è sufficiente dimostrarne uno solo, il che rende la qualifica accessibile sia a startup basate su ricerca intensiva sia a startup basate su team con competenze avanzate senza spese in ricerca formalizzate.
| Indicatore | Cosa dimostra | Come si documenta |
|---|---|---|
| Spesa in ricerca e sviluppo | Investimento continuativo in innovazione | Bilancio e relazione sulla spesa R&S |
| Personale qualificato | Competenze tecniche elevate nel team | Dottorati, lauree magistrali, esperienza di ricerca |
| Proprietà intellettuale | Titolarità di un asset tecnologico proprio | Brevetto depositato o software registrato |
Prima di presentare domanda di iscrizione è opportuno costruire una checklist puntuale, confrontando ciascun requisito con la situazione reale della società, incluse le previsioni sul valore della produzione dell'esercizio in corso, che deve rimanere sotto la soglia massima consentita.
Il possesso dei requisiti non si dimostra una sola volta: ogni anno, entro un termine dal deposito del bilancio, il legale rappresentante deve aggiornare la dichiarazione presso il Registro delle Imprese, confermando la permanenza della qualifica. La mancata presentazione dell'aggiornamento comporta, dopo un sollecito, la cancellazione d'ufficio dalla sezione speciale.
Per questo motivo è utile integrare la verifica dei requisiti nel calendario degli adempimenti societari ordinari, affidandola allo stesso commercialista che segue il bilancio, così da evitare dimenticanze che portano a perdere lo status senza un motivo sostanziale.
Se anche un solo requisito obbligatorio viene meno, la società perde automaticamente la qualifica di startup innovativa e viene cancellata dalla sezione speciale del Registro delle Imprese, con effetti sulle agevolazioni fiscali e di finanziamento in corso. È un tema affrontato nel dettaglio nella guida dedicata alla perdita dei requisiti.
Domande frequenti
No, è sufficiente soddisfarne almeno uno tra spesa in ricerca e sviluppo, personale qualificato o titolarità di proprietà intellettuale.
La società perde la qualifica di startup innovativa; se ha le caratteristiche dimensionali, può valutare il passaggio allo status di PMI innovativa.
Deve essere prevalente o esclusivo: attività accessorie non innovative possono essere presenti, ma non devono snaturare il core business dichiarato.
Tramite le voci di bilancio dedicate e una relazione che descriva i progetti finanziati, secondo i criteri previsti dalla normativa di riferimento.
Sì, se rientra nella proporzione richiesta sull'organico complessivo, la laurea magistrale è uno dei titoli riconosciuti utili al conteggio.
Sì, l'indicatore dimostrato può variare di anno in anno, purché in ogni dichiarazione periodica risulti soddisfatto almeno uno dei tre.
No, può essere in un altro Paese dello Spazio economico europeo, a condizione che vi sia una sede produttiva o una filiale in Italia.
No, il brevetto è solo uno dei modi possibili per soddisfare l'indicatore sulla proprietà intellettuale, non un requisito obbligatorio in sé.
La Camera di Commercio effettua controlli documentali, mentre la responsabilità primaria della veridicità delle dichiarazioni resta in capo al legale rappresentante.
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