In sintesi
La startup innovativa è riservata a società giovani entro un limite di anzianità e di fatturato, mentre la PMI innovativa non ha vincoli di età ma richiede requisiti dimensionali tipici delle piccole e medie imprese. Molte startup, superato il limite temporale, transitano naturalmente verso la qualifica di PMI innovativa se continuano a rispettare i criteri di innovazione richiesti.
Startup innovativa e PMI innovativa sono due qualifiche distinte ma collegate, pensate per accompagnare le imprese innovative in fasi diverse del loro ciclo di vita: la prima per la fase di avvio, la seconda per una fase di crescita più matura, senza il vincolo temporale che caratterizza la prima categoria.
Capire le differenze non è solo un esercizio teorico: influisce sulle scelte di pianificazione societaria, sul tipo di agevolazioni a cui si può accedere e sul momento in cui conviene attivare la transizione da una qualifica all'altra, evitando di restare senza copertura agevolativa nel passaggio.
La startup innovativa è pensata per imprese di nuova costituzione, entro un limite massimo di anzianità e con un tetto di valore della produzione oltre il quale la qualifica decade. La PMI innovativa, invece, non ha limiti di età: può essere costituita anche da molti anni, purché rientri nei parametri dimensionali previsti per le piccole e medie imprese secondo la normativa europea.
Entrambe le qualifiche richiedono il soddisfacimento di requisiti di innovazione analoghi, come spesa in ricerca e sviluppo, personale qualificato o titolarità di proprietà intellettuale, ma con soglie e modalità di verifica in parte differenti tra le due categorie.
Per qualificarsi come PMI innovativa, la società deve rientrare nei parametri dimensionali di piccola o media impresa, avere l'ultimo bilancio certificato da un revisore o da una società di revisione, e non essere iscritta contemporaneamente alla sezione speciale come startup innovativa, dato che le due qualifiche sono alternative e non cumulabili.
La certificazione del bilancio rappresenta una differenza operativa significativa rispetto alla startup innovativa, dove tale obbligo non è generalmente previsto nella stessa misura, e comporta un costo aggiuntivo da considerare nella pianificazione della transizione.
Il legislatore ha voluto concentrare le agevolazioni più intense sulla fase iniziale, quella in cui il rischio d'impresa è massimo e la capacità di autofinanziamento è tipicamente più bassa. Superato il periodo massimo previsto, si presume che l'impresa abbia raggiunto un grado di maturità tale da non necessitare più dello stesso livello di sostegno.
Di seguito una sintesi delle principali differenze operative tra startup innovativa e PMI innovativa, utile per orientare la scelta o per pianificare la transizione tra le due qualifiche.
| Aspetto | Startup innovativa | PMI innovativa |
|---|---|---|
| Limite di anzianità | Sì, previsto dalla normativa | Nessun limite di età |
| Limite dimensionale | Tetto di valore della produzione | Parametri di piccola/media impresa |
| Bilancio certificato | Non richiesto in via generale | Richiesto |
| Requisiti di innovazione | Uno tra tre indicatori alternativi | Uno tra tre indicatori alternativi |
| Distribuzione utili | Vietata | Consentita, con alcune condizioni |
Una differenza spesso trascurata riguarda la distribuzione degli utili: la startup innovativa non può distribuirli, mentre la PMI innovativa, avendo un profilo di impresa più maturo, può farlo secondo le regole ordinarie previste dal proprio statuto, un elemento che riflette la diversa fase del ciclo di vita a cui le due qualifiche si rivolgono.
Quando una startup innovativa si avvicina al limite massimo di anzianità, è opportuno avviare per tempo una verifica dei requisiti dimensionali necessari per la PMI innovativa, così da non restare priva di qualifica agevolata nel passaggio da una categoria all'altra, con conseguente perdita temporanea di benefici.
Molte agevolazioni, come gli incentivi fiscali per chi investe nel capitale sociale, sono riconosciute in modo analogo a entrambe le categorie, mentre altre misure, penso ad alcuni strumenti di sostegno più orientati alla fase di avvio, sono riservate esclusivamente alle startup innovative, riflettendo la diversa fase di vita a cui si rivolgono.
Una società già esistente da tempo, che non rientra più nei limiti di anzianità della startup innovativa ma soddisfa i requisiti di innovazione e i parametri dimensionali richiesti, può richiedere direttamente la qualifica di PMI innovativa senza essere mai stata iscritta come startup, se possiede i requisiti sostanziali necessari.
Domande frequenti
No, le due qualifiche sono alternative: una società può essere iscritta a una sola delle due categorie nello stesso momento.
La società perde automaticamente la qualifica; se soddisfa i requisiti, può presentare domanda per la qualifica di PMI innovativa, ma il passaggio non è automatico.
No, come per la startup innovativa, sono ammesse diverse forme di società di capitali, purché rispettino i requisiti dimensionali e di innovazione richiesti.
Per garantire un maggiore livello di trasparenza e affidabilità dei dati finanziari, coerente con un'impresa più matura rispetto a una startup in fase di avvio.
In larga parte sì, ma è opportuno verificare caso per caso, poiché alcune misure possono prevedere condizioni o percentuali differenti tra le due qualifiche.
Sì, a differenza della startup innovativa, la PMI innovativa può distribuire utili secondo le regole ordinarie previste dal proprio statuto.
Occorre verificare fatturato, totale di bilancio e numero di dipendenti rispetto alle soglie previste dalla definizione europea di piccola e media impresa.
Sì, va presentata una nuova domanda di iscrizione alla sezione speciale con la dichiarazione dei requisiti specifici della PMI innovativa.
La società prosegue come impresa ordinaria, senza le agevolazioni collegate a nessuna delle due categorie, mantenendo comunque piena operatività.
La forma giuridica è la parte facile. La Bibbia dello Startupper racconta le Sette P — Problema, Persone, Promessa, Prototipo, Prova, Propulsione, Patrimonio — con diciotto storie di imprese italiane e i loro numeri veri.